PERÚ D'OGGI
I primi anni del XX secolo furono caratterizzati da una lunga dittatura civile guidata da Augusto B. Leguía. Il progetto di rendere il paese moderno, di fare opere per una "Patria nuova" indebitò lo stato che non poté affrontare la crisi del 1929. A seguito della caduta di Leguía, risorge il militarismo che arrivò al suo obiettivo con i governi di Prado nel 1939 e di Bustamante e Rivero nel 1945; ma nel 1948 c'é un altro governo militare capeggiato da Manuel A. Odría. Per otto anni le grandi opere pubbliche si mescolarono con una dura repressione politica.
Nel 1968 le Forze Armate, con un colpo di stato, deposero l'allora Presidente della Repubblica Fernando Belaúnde. Nei primi anni questa dittatura militare si differenziò dalle altre latinoamericane per la sua ispirazione socialista. Nel 1980 Belaúnde è eletto nuovamente, ma la crisi in cui vivevano i settori più poveri del paese diede luogo alla nascita di due movimenti sovversivi che, per dieci anni, scossero il Perù con la loro violenza. Dopo il governo di Alan García (1985-1990) il presidente Alberto Fujimori, eletto nel 1990, sospese il congresso nel 1992 e dichiarò un governo d'emergenza. Dopo la sua seconda rielezione nel 2000, le proteste popolari chiesero nuove elezioni, motivo per il quale si stabilì il governo di transizione democratica del presidente Valentín Paniagua. Nel luglio del 2001 il Dr. Alejandro Toledo Manrique assume la carica di Presidente Costituzionale della Repubblica. |
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